Coltivare frutta e verdura, sul davanzale o in piena terra, e difendere il proprio diritto alla semplicità
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Massimo e i pomodori sfemminellati, il Maestro Angelo, i chicchi e le bacche di Emanuela, Franco il "bricoleur", la Signora Rosina che regala cavolfiori e zucchine al primo che incontra per strada... Pia Pera entra negli orti di tredici ortolani per raccontarci l'amore che li lega alla terra e svelarci alcuni semplici accorgimenti per coltivarla, sia in campagna sia in città, anche solo sul terrazzo o sul balcone di casa.
"Ci tenevo a trasmettere il sapore e il gusto di certe vite trascorse in un sereno corpo a corpo con la terra" spiega l'autrice. Perché oggi occuparsi dell'orto è una passione controcorrente, quasi un percorso interiore: "Nel mio apprendistato ho conosciuto persone meravigliose in cui ho trovato qualcosa di prezioso, qualcosa di cui vorrei restasse traccia, e soprattutto la forza d'animo necessaria a difendere il nostro diritto più osteggiato: quello alla semplicità".
Pia Pera ha scritto di natura, paesaggio e giardino in L'orto di un perdigiorno (Ponte alle Grazie, poi TEA), Il giardino che vorrei (Electa), Contro il giardino (Ponte alle Grazie), Giardino&Ortoterapia. Coltivando la terrà si coltiva anche la felicità (Salani). Nel marzo 2006 ha ideato il portale ortidipace.org. Vive tra un giardino di collina e un orto di montagna, in Lucchesia.





















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